Icsa e le sue origini

L’ICSA si origina nel 1979 in Massachussets con il nome di American Family Foundation (AFF) su iniziativa di Kay H. Barney, un ingegnere la cui figlia si era unita alla Chiesa dell’Unificazione (nota come la Chiesa di Moon). Non era la sola organizzazione nata in un periodo in cui molte famiglie americane scoprirono di avere un problema comune:  i loro figli lasciavano le scuole per unirsi a gruppi religiosi alternativi. Ricordiamo a quei tempi anche la CFF (la fondazione dei cittadini per la libertà) che nel 1980 diventò il Cult Awareness Network (CAN) e nel 1996 venne rilevata dalla Chiesa di Scientology quando il CAN andò in bancarotta per le 50 azioni legali intentate da soggetti associati alla stessa Chiesa di Scientology.


Queste associazioni al tempo cercarono di rispondere in modo diverso al fenomeno delle sette:

  • alcuni genitori chiedevano una legge che permettesse loro di sottoporre i propri figli ad osservazione psichiatrica;

  • altri si concentrarono sulla prevenzione e sull’educazione per informare le scuole ed i media su quanto avevano vissuto;

  • altri ancora si spinsero verso la “deprogrammazione”, un metodo con cui l’adepto veniva prelevato con forza dalle strade e portato lontano dalla pressione del gruppo per obbligarlo a sentire quanto di negativo avevano da dire sul gruppo. Questo processo ben presto si differenziò dall’exit counselling, un metodo meno invasivo nel quale l’adepto accettava di sentire aspetti negativi del suo gruppo.


Al tempo stesso si formarono anche gruppi volontari di derivazione evangelica, preoccupati dal diffondersi di sette di tipo cristiano-evangelico, anch’essi impegnati nella lotta alle sette anche se animati da un approccio di tipo religioso.


Durante gli anni ’70 si affacciarono in questo scenario anche i sociologi della religione che, contrari alle proposte di legge e alla pratica della deprogrammazione, erano inclini a vedere positivamente diversi aspetti riguardanti le formazioni settarie, da loro definite generalmente nuovi movimenti religiosi.  Queste si differenziavano da gruppi distruttivi come quello del Tempio del Popolo fondato da Jim Jones che nel 1978 aveva indotto l’orrendo massacro della Guyana che portò alla morte di 911 persone, uomini, ma soprattutto donne, bambini ed anziani.


Le associazioni di genitori e gli evangelici volontari si rivolsero allora a professionisti della salute mentale trovando l’appoggio degli psicologi Margareth Singer e John Clark, convinti della potenza delle dinamiche socio-psicologiche che inducevano i cambiamenti nei giovani.


L’opera dell’ingegnere Barney e dell’allora American Family Foundation si situa in quel contesto. Barney credeva nella necessità di liberare le persone schiave dei gruppi distruttivi e fare prevenzione ma, allo stesso tempo, sosteneva la prospettiva scientifica, lo studio del fenomeno e l’applicazione dei risultati in modo equilibrato e responsabile. Barney era anche contrario alla deriva politica che stava togliendo così tanto tempo con lunghi ed estenuanti dibattiti. Nacque così l’AFF (ora ICSA) con la costituzione di un Comitato direttivo incaricato di nominare i successivi presidenti. Il Comitato fondatore era piuttosto eclettico e comprendeva: sé stesso, il Rev. Dr. George Swope, un ministro evangelico, Ed Schnee, un genitore preoccupato, David Adler, un ex-membro e direttore delle pubblicazioni.


Presto si unirono al gruppo le forze del Dr. John Clark e dei suoi colleghi, psichiatri dell’Harvard Medical School, che includeva il dr. Michael Langone, atturale direttore esecutivo dell’ICSA/AFF e il dr. Robert Schecter, editore del Cult Observer. Il gruppo del dott. Clark portò al gruppo iniziale dell’AFF la professionalità che Barney stava cercando.